Intervento del Presidente Onorario

17 ottobre 2016

Il giudice Edoardo Mori interviene nuovamente con un suo scritto in risposta a chi, tra i suoi lettori, gli ha chiesto conto riguardo il sostegno offerto al Comitato ALTERNATIVA TSN-UITS


Intervento del Dott. Edoardo Mori
http://www.earmi.it/TSNIniziativa.html


Alcuni dei miei lettori mi chiedono di indicare ciò che mi ha spinto a cercare un cambiamento nei rapporti fra UITS e TSN.

Volentieri riespongo ciò che ho già criticato nel comportamento dell'UITS:
  • Essa ha tratto in inganno il legislatore per conservare la qualifica di ente pubblico che non le spetta e che serve solo ai suoi funzionari.
  • Essa ha scippato ai TSN le competenze e i soldi relativi al rilascio dei certificati di maneggio armi.
  • Essa, a tale scopo, ha tolto ai TSN, in contrasto con la legge, la qualifica storica di enti pubblici, così facendo saltare i rapporti con gli enti locali e con le autorità militari.
  • Essa si è venduta al Ministero dell'Interno attribuendo a questo poteri sull'attività sportiva ignoti alla legge (ricordate la circolare concordata sul tiro da parte dei minori?)
Il tiro a segno è di competenza del CONI, i poligoni demaniali sono di competenza (ma non necessariamente) della Difesa, i poligoni non demaniali devono essere sotto la responsabilità di chi li gestisce e cioè delle Sezioni del TSN.
Che c'entra il Ministero dell'Interno?
  • Essa ha cercato di prendere un controllo eccessivo sulle sezioni dei TSN con una mentalità accentratrice-burocratica d'altri tempi, ormai inaccettabile. Le sezioni non hanno la funzione di aumentare il potere dei burocrati romani e di aumentare il bilancio dell'UITS.
  • Essa rappresenta, come mentalità, il vecchiume che si oppone alle novità e alle iniziative che non la interessano.
Ma le Sezioni hanno diritto alla più ampia autonomia amministrava: è un principio banale di democrazia moderna.

Le associazioni vanno aiutate a coordinarsi fra di loro, non vanno soffocate in base a regole inventate al centro, da chi non conosce neppure le realtà locali.

Le associazioni vanno aiutate a rammodernare anch'esse le proprie strutture sociali con facce nuove e giovani.

Queste erano e sono le mie critiche.

Che cosa spero per il futuro? Quello che spero in grande per l'Italia:
  • l'abbattimento delle lobby di potere, degli interessi personali nella gestione delle cose altrui, della burocrazia idiota che blocca tutto con regole inutili al di fuori della realtà
  • la massima libertà di iniziativa sportiva ed economica per le Sezioni, perché questo è il loro scopo e non quello di conservare una facciata del passato, ormai superata.
L'UITS deve coordinare, ma coordinazione è cosa ben diversa dal sopraffare: significa aiutare, consigliare, far collaborare, guidare verso un futuro migliore, non certo sostenere chi obbedisce supinamente ad ogni imposizione dall'alto per conservare un comodo status quo.

È grave non fare i cambiamenti per la paura di cambiare.

Ha detto una grande scrittrice che "Nessuno ha il diritto di obbedire".
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Edoardo Mori